Kishimoto: la fine di Naruto? Mi sento come se mi fossi tolto un peso.

The Last: Naruto il Film! Premiato a Tokyo, Giappone, questo lunedì, 24 Novembre in onore di uno speciale pubblico. Nella foto (proseguendo da sinistra verso destra) Tsuneo Kobayashi (movie director), Satoshi Hino (la voce di Sai), Chie Nakamura (la voce di Sakura), Shintaro Tokita e Takuya Ohashi (della band Giapponese Sukima Switch), qualcuno travestito da mascotte di Naruto, Junko Takeuchi (la voce di Naruto), Kazuhiko Inoue (la voce di Kakashi), Jun Fukuyama (la voce di Toneri Otsutsuki), ed il creatore della serie Naruto, ovvero Masashi Kishimoto!

the last naruto conferenzaQuesto particolare evento ha caratterizzato la prima uscita in pubblico di Kishimoto-sensei dalla conclusione del suo manga a 15 anni dalla creazione. La sua prima scherzosa affermazione è stata “Mi sembra di essermi tolto un peso, non ho più scadenze da rispettare e dunque mi sono permesso di venire qui dato tutto questo tempo libero!”.

In più ha diretto un pensiero ed in particolare un ringraziamento a tutti i fan di Naruto “Grazie a tutti i fan che hanno visto crescere Naruto durante questi 15 anni!”.

Anche Takeuchi-san ha parlato durante questo incontro rivelando ciò che lo stesso Kishimoto le aveva annunciato riguardo all’amore come ultimo stadio della crescita interiore di Naruto.

Kishimoto-sensei ha inoltre spiegato che “Naruto non è ancora in grado di comprendere a pieno le dinamiche dell’amore e così ho pensato che ci fossero ancora così tante cose da spiegare da poterci riempire un lungometraggio. Ciò nonostante dopo aver visto il film ora provo sentimenti contrastanti; mi sento sollevato e triste. Naruto sta diventando indipendente da me. Lo ho osservato come farebbe un padre nei confronti di un figlio”.

La cerimonia di premiazione si è poi conclusa con una performance degli Sukima Switch, il duo ha infatti allietato il pubblico con un assaggio di The Last Naruto the Movie’s theme.

the last naruto Sukima Switch performance

Psycho-Pass: Il Film, rivelato il trailer esteso

psycho-pass movieIl sito ufficiale dell’anime Psycho-Pass ha rilasciato un trailer riguardante il film di animazione che uscirà nei cinema giapponesi il 9 Gennaio 2015.


Il film di Psycho-Pass, il cui titolo originale è Gekijō-ban Psycho-Pass, è stato prodotto dallo studio Production IG.

Diretto da Naoyoshi Shiotani, il film è stato scritto da Makoto Fukami insieme a Gen Urobuchi, ideatore della prima serie animata.

I doppiatori sono gli stessi presenti nell’anime: Kana Hanazawa vestirà i panni di Akane Tsunemori, Kenji Nojima presterà la voce a Nobuchika Ginoza, Ayane Sakura sarà Mika Shimotsuki, Shizuka Itou interpreterà Yayoi Kunizuka, Hiroki Touchi doppierà Teppei Sugo, Kazuhiro Yamaji sarà Jouji Saiga e Tomokazu Seki interpreterà Shinya Kougami.

La colonna sonora del film sarà “Who What Who What” cantata da Ling Tosite Sigure.


Insieme al trailer ed al cast del film, è stato precedentemente rivelata la trama che vi riportiamo di seguito. Ne sconsigliamo la lettura a coloro che non hanno visto la prima stagione di Psycho-Pass a causa di spoiler della prima stagione presenti in essa.

psycho-pass film locandinaAnno 2112. Il nuovo ispettore Akane Tsunemori e l’esecutore Shinya Kogami inseguono un uomo che è stato la mente dietro ad alcuni crimini del passato. Quest’uomo è l’oggetto della vendetta di Kogami, il quale deve vendicare la morte del suo partner. Il nome di quest’uomo è Shogo Makishima, in grado di scuotere le fondamenta del sistema che supporta la pace e mettere in discussione l’esistenza della giustizia. In poco tempo, Kogami riesce a farsi giustizia su Makishima scomparendo poi dal mondo…
 
Anno 2116. Il governo giapponese comincia ad esportare i robot-droni senza pilota del Sibyl System nei paesi in difficoltà, esportando così il sistema nel mondo. Uno stato, il SEAUn (Il Sud-Est Asiatico dell’Unione, pronunciato “Shian”), nel bel mezzo di una guerra civile, decide di sperimentare il Sibyl System.

Con il nuovo sistema la città di Shambala Float ottiene una pace temporanea. Ma ben presto SEAUn manda dei terroristi in Giappone, i quali riescono a penetrare nel Sibyl Systen e sferrano un attacco dall’interno. L’ombra di un uomo cade su questo incidente. Incaricata dalla polizia, Akane Tsunemori viaggia verso Shambala Float per investigare. La verità della giustizia in questo paese ben presto diventerà chiara.

Intervista a Masashi Kishimoto e all’editor Yahagi Kosuke sulla nascita di Naruto

naruto the beginningTutto ha avuto inizio dall’incontro tra un mangaka alle prime armi ed un giovane editore, Naruto: L’inizio! Il manga che amiamo e che abbiamo fatto nostro ha raggiunto la sua fine, ma la possibilità di conoscere più da vicino le persone che ci sono state dietro continua.

In ultima istanza, il creatore di Naruto, Masashi Kishimoto ed il suo editor scopritore Kosuke Yahagi si sono trovati per discutere del viaggio della serie Naruto partendo dalla sua originale serializzazione fino alla sua mondiale acclamazione come fenomeno del mondo manga!

Date dunque un occhiata all’intervista, originariamente pubblicata sul SQ Jump magazine e recentemente tradotta sulla versione Americana dello stesso Jump.

Mentre leggete è importante che teniate a mente che questa intervista fu tenuta prima della ufficiale conclusione di Naruto del 10 Novembre 2014.

Weekly Shonen Jump: Kishimoto sensei e Kosuke Yahagi, l’editor fondatore di Naruto e attuale editor in carica di Jump SQ, siete venuti insieme qui oggi per parlare di Naruto che dall’iniziale modesta serializzazione è oggi diventato un fenomeno mondiale!

WSJ: Prima domanda.. come vi siete conosciuti?

karakuriKishimoto: Uno dei miei primi lavori, Karakuri, vinse una menzione d’onore per gli HOP STEP award, e l’editoriale Jump mi chiamò per colloquio. A quel tempo mi fu assegnato un editor Yahagi-san appunto. Si presentò ed iniziò a farmi domande.

WSJ: Che tipo di domande?

Kishimoto: Mi chiese se mi sentivo davvero pronto per diventare un mangaka. Io risposi ovviamente che lo ero, ma quella domanda mi fece riflettere su quanto fosse un lavoro serio. Proprio per quel motivo e per altri io ebbi in lui la massima fiducia.

WSJ: Che cosa di Yahagi ti impressionò maggiormente?

Kishimoto: Mi fece capire che tutti gli Editor di Jump dovevano essere persone che sapevano il fatto loro e al tempo stesso profondi conoscitori del mondo dei manga.

Yahagi: Wow, ti stavi sbagliando molto. [risate]

WSJ: A quell’epoca, tu avevi circa 25 anni e solo al secondo o terzo anno di Jump giusto?

Yahagi: Si è corretto.

Kishimoto: Yahagi-san era circa tre anni più vecchio di me.

Yahagi: Sembravo intimidatorio? [risate]

narutoKishimoto: Bè per un mangaka alle prime armi un editor è come una guardia di fronte ai cancelli dell’inferno. Quando sei li pensi cose del tipo “Se questa persona finisce per odiami la mia intera vita sarà rovinata”.

Yahagi: Non è poi così male! [risate]

Kishimoto: Quando sei insieme ad altri mangaka senti cose del tipo “Non dovresti accettare a priori tutto quello che il tuo editor di dice giusto?” E io dicevo “E’ vero”, ma gli altri artisti mi incalzavano dicendo “Ma tu fai tutto quello che ti dice!!” Ed era vero.. [risate]

WSJ: A quel tempo, in che modo avevi compreso e colto il talento di Kishimoto sensei?

Yahagi: Comparata a quella di molti mangaka al tempo la sua arte era forte. Aveva stile. Ma allo stesso tempo era molto dark. I suoi personaggi avevano linee sotto gli occhi. All’epoca mi ricordo di aver pensato “Perché fa queste cose? E’ un peccato”. Ma poi ho realizzato che si trattava di qualcosa di fresco.

Kishimoto: E’ vero. Quella è stata una caratteristica che mi hai chiesto immediatamente di correggere.

WSJ: Quanti artisti stavi gestendo in quel momento?

Yahagi: Ero in contatto con circa 200 artisti ma dovevo correggere e valutare le pagine di circa la metà di loro.

WSJ: Cento?? Che enorme mole di lavoro!! E che numero era Kishimoto Sensei?

Yahagi: Se dovessi scegliere una top ten sicuramente Kishimoto sarebbe tra quelli ma non sarebbe una scelta facile tra tutti ne ci sarebbe grande distacco da molti. C’è inoltre da considerare che non era neppure di Tokyo e quindi non potevo cedere molto spesso i suoi lavori.

Kishimoto: Io gli posi la stessa domanda al tempo. Ricordo di essere rimasto sbalordito dal fatto che dovesse controllare così tante persone.

Yahagi: Certo, quando guardi manga dalla mattina alla sera senza fermarti finisce anche che te li sogni di notte. E avrei voluto spesso vedere il lavoro di Kishimoto sensei nei miei sogni. Stavo davvero sperando che quel sogno diventasse realtà.

naruto

WSJ: mentre ti sforzavi di serializzare, il processo è diventato quasi come una corsa a tre gambe. Come è stato creare i tuoi successivi one-shots?

Kishimoto: Dopo aver vinto un HOP STEP award ho creato una piccola serie chiamata Michikusa. Come sempre, mi fu detto che si trattava di una serie troppo personale mentre sarebbe stato meglio concentrarmi sui miei lettori. Questa fu per me una grande rivelazione. Mi fu detto di creare più momenti come le migliori scene di Karakuri. Allo stesso modo si parlò di ispirarmi a Slam Dunk per studiare la costruzione della storia.

Yahagi: Dopo ciò fu creato Naruto come un one-shot e in contemporanea il feedback dei lettori e la caratterizzazione dei personaggi fu fantastica. Ciò nonostante nel one-shot, Naruto non aveva la volpe a nove code sigillata dentro di se, lui stesso era la volpe. Proprio per quel motivo sarebbe stato complesso rendere lo one-shot in una serie. Così abbiamo sondato tutte le possibilità e abbiamo deciso di distribuire ancora una volta Karakuri.

Kishimoto: Così abbiamo concluso rivisitando Karakuri e al tempo stesso mi fu proposto di pubblicare un one-shot in Weekly Shonen Jump.

Yahagi: Siamo stati pubblicati sul magazine senza neppure vincere una competizione! E questo significava che le aspettative erano altissime per quel lavoro. Ma non avevamo al tempo stesso abbastanza tempo per prepararci adeguatamente.

Kishimoto: Ebbi solo due settimane per lavorarci sopra una volta che fu decisa la storia. Dovetti creare gli storyboards in un solo giorno.

WSJ: Quale fu la reazione?

Yahagi: Fu terribile. Non fu neppure considerato nei sondaggi.

Kishimoto: Fu una telefonata che mi ha svegliato violentemente. Sino a quel momento ci eravamo trovati in un ufficio privato. Dopo la corsa per la pubblicazione del one-shot fui retrocesso ad incontrarlo nell’atrio come tutti gli altri nuovi artisti [risate]
Ricordo di aver pensato “Sanno davvero come far stare una persona al suo posto”.

Yahagi: Abbiamo speso un sacco di tempo a sciogliere i nodi per il one-shot di Naruto e poi non ha dato risultati nei sondaggi. Non avevamo avuto sufficiente tempo per lavorare su Karakuri.

Kishimoto: Solo ora capisco cosa è andato bene con Naruto e cosa non ha lavorato con Karakuri.

WSJ: E quale fu il problema?

Kishimoto: E’ il personaggio principale. Il sorriso di Naruto è onesto. Il personaggio di Karakuri era forse un po troppo subdolo. Dopo quelli ho fatto anche un manga sul baseball ma non andò da nessuna parte. Pensavo di aver concluso con gli shonen manga così lavorai su Mario.

mario-manga-masashi-kishimotoYahagi: Durante questo periodo non ebbe molte occasioni di portare avanti molte storyboards ma vidi che ciò nonostante stava crescendo. Dopo non averlo sentito per un po’ di tempo lo chiamai e mi ripose che stava lavorando su Mario. Fu in questo momento che mi chiese di presentarlo ad una rivista di  manga seinen.

Kishimoto: Yahagi-san mi disse allora che potevo farcela con uno shonen e di non arrendermi.

Yahagi: Il manga riguardante il baseball era un attimo più seinen, e dopo quello si spinse ancor più in là con Mario. Gli chiesi di riprovare ancora una volta a creare un manga shonen, ma allo stesso modo non sarei stato io a fermarlo se avesse rifiutato.

Kishimoto: Dopo quell’incitamento creai una storyboard chiamata Magic Mushroom. Ma immediatamente ricevetti una telefonata che mi diceva di lasciar stare gli one-shot e di cominciare a creare una storyboard per una serializzazione. Rimasi scioccato.

Yahagi: Mario era fatto bene, ed ero sicuro che avesse la qualità per farlo. Pensai che fosse giusto lasciarlo andare per quella strada. Decidemmo dunque di riproporre una versione di Naruto con una storia ed un mondo rivisitati. I primi tre capitoli furono definiti da una storyboard ed il primo ne uscì benissimo.

Kishimoto: Mi avevi detto che era perfetto [risate]

Yahagi: Come sempre quando lo sottoponemmo all’incontro per la serializzazione era in competizione con altri due ninja manga. Uno di quelli in più era stato proposto da un mangaka con una comprovata storia di successi. Eravamo davvero spaventati ma fummo in grado di vincere la competizione. In più l’inizio della serializzazione fu fissato a sei mesi da quella data. Il primo capitolo era sufficientemente convincente ma utilizzammo tutto il resto del tempo a nostra disposizione per perfezionare gli altri che seguivano.

WSJ: C’erano circa due mesi in mezzo giusto?

Kishimoto: Questa cosa mi diede anche il tempo di trasferirmi a Tokyo ed iniziare. Fui molto felice di avere a disposizione quel tempo extra per prepararmi.

Yahagi: Quello che ora è il capitolo 2 in realtà inizialmente era il capitolo 4. Facemmo quella scelta per focalizzare l’attenzione maggiormente su Naruto, abbiamo sfruttato tutte le opportunità.

Kishimoto: Il secondo capitolo fu il più complesso, credo di averlo rifatto tre o quattro volte.

Yahagi: Volevamo che i primi due capitoli fossero incentrati sul personaggio principale. Con l’introduzione di Konohamaru siamo stato in grado far spiccare al meglio la natura di Naruto e anche il suo credo e modo di agire. Era anche necessario definire un modo e stabilire delle solide fondamenta per il proseguimento della storia.

tumblr_nf977xT8JL1tw2ig1o3_400WSJ: Sasuke e Sakura facevano la loro apparizione nel terzo capitolo.

Kishimoto: Yahagi-san mi ha suggerito di focalizzare l’attenzione nei due primi capitoli. E dopo, dal terzo capitolo, di definire il rivale dell’eroe e l’eroina e al tempo stesso di creare un triangolo amoroso tra i personaggi. Io non sono molto bravo con i personaggi femminili e per questo motivo non avevo pianificato così questo capitolo inizialmente. Ma una volta definito il triangolo si è fatto notevolmente più semplice creare i personaggi. Rimango sorpreso di quanto fosse stato ottimo quel suggerimento. E questo è probabilmente il motivo per cui diedi molto più peso ai suoi consigli da quel momento. Poi ancora, una volta ebbe con me una accesa discussione di ben sei ore per convincermi ad ascoltare i suoi consigli. E’ una persona davvero persuasiva, in molti casi non ho avuto scelta.

Yahagi: Mi ricordo che abbiamo avuto un sacco di incontri nel periodo in cui stavamo per introdurre il personaggio di Gaara.

Kishimoto: Era un personaggio importante, e mi ci volle un sacco di tempo per definirlo al meglio.

WSJ: Non avete altri ricordi di quel momento?

Kishimoto: Ricordo che ero molto fragile all’epoca così mi diede la possibilità di prendermi del tempo libero ogni tanto nonostante fossi alle prime armi.

Yahagi: Quello era un periodo in cui non si concepiva l’idea di lasciare riposare un mangaka che aveva appena iniziato una serie. Fui molto sollevato quando lo lasciarono riposare. Allo stesso tempo però io sono quel tipo di editor che aspetta solo poche ore dopo che le pagine finali sono pubblicate per chiedere se la storia per il capitolo successivo è già stata definita. Io non riesco a capire quanto un artista ci metta per fare questa cosa.

WSJ: E tu hai continuato ad essere il suo editore per altri dieci anni.

Yahagi: Credevo che dopo la saga di Tsunade fosse in grado di essere seguito anche da un altro editore. Da quel momento in poi infatti la storia, la tecnica di pittura ed il disegno erano sufficientemente di alto livello perché ci fosse qualcosa di cui preoccuparsi.

Kishimoto: Hai smesso di seguirmi dal capitolo in cui Sasuke acquisisce il Mangekyou Sharingan. Ho imparato tantissimo in questo periodo.

WSJ: Yahagi-san, hai qualche parola di incoraggiamento da riferire a Kishimoto sensei mentre sta lavorando alla conclusione della serie?

Yahagi: Era stato deciso sin da quando sono stato il suo edito che il manga si sarebbe concluso con uno scontro tra Naruto e Sasuke. Sto aspettando di vederlo. Io amo serie del tipo Hokuto no Ken e Ashita no Joe ( Rocky Joe ) che raccontano l’intera storia del personaggio sin dalla sua infanzia e di conseguenza sono felice che Naruto sia un manga di questo tipo.

WSJ: Dopo che la serie sarà conclusa c’è già un film pronto in uscita. Quale sarà il passo successivo?

Kishimoto: Sono un genitore ora, e sono davvero emozionato di disegnare Naruto da genitore. Voglio poter disegnare la crescita ed il cambiamento dei personaggi.

Yahagi: Grazie di aver lavorato così duramente durante gli anni. Il mio consiglio è quello di prenderti una piccola pausa e poi riprendere con un grande manga! Sono certo che i lettori non aspettano altro!

Top 20 migliori Manga di Sempre: Il Magazine “Da Vinci” ne stila la classifica!

shonen jumpE’ tutto merito del fantastico Trio. No, in questo caso non stiamo parlando della triade “Naruto”, “Bleach” e “One Piece” bensì di “Amicizia, Impegno, e Vittoria” il motto che da sempre accompagna Shonen Jump e che ha permesso alla rivista di diventare una pietra miliare del mondo dei manga o anime di avventura.

E’ partendo proprio da questo traguardo che la rivista Da Vinci ( rivista leader nel settore ) ha chiesto ad un pubblico di ogni età e genere di nominare il più grande manga Jump di tutti i tempi.

Ed ecco la top 20:

20. To Love-Ru di Saki Hasemi e Kentaro Yabuki
19. City Hunter di Tsukasa Hojo
18. Haikyū!! di Haruichi Furudate
17. Katekyo Hitman REBORN! di Akira Amano
16. Bleach di Tite Kubo
15. Death Note di Tsugumi Ohba e Takeshi Obata
14. Hikaru no Go di Yumi Hotta e Takeshi Obata
13. Rurouni Kenshin di Nobuhiro Watsuki
12. Kuroko’s Basketball di Tadatoshi Fujimaki
11. HUNTER × HUNTER di Yoshihiro Togashi
10. Saint Seiya di Masami Kurumada
9. Naruto di Masashi Kishimoto
8. Fist of the North Star di Buronson and Tetsuo Hara
7. Kochira Katsushika-ku Kameari Kōen Mae Hashutsujo (KochiKame) di Osamu Akimoto
6. Captain Tsubasa di Yoichi Takahashi
5. JoJo’s Bizarre Adventure di Hirohiko Araki
4. Slam Dunk di Takehiko Inoue
3. Gintama di Hideaki Sorachi
2. One Piece di Eiichiro Oda
1. Dragon Ball di Akira Toriyama